Quanto costa un e-commerce su misura in Italia nel 2026

Le tre domande che determinano il preventivo, i range di prezzo reali, cosa resta sempre fuori e quanto costa tenerlo acceso ogni mese.
Autore: Matilde
Pubblicato il: 9 Settembre 2026 - Aggiornato il: 9 Settembre 2026

È la domanda che ci arriva per prima, quasi sempre per telefono e quasi sempre formulata così: quanto mi costa fare un e-commerce. La risposta onesta è che dipende, ma dire soltanto “dipende” è un modo elegante per non rispondere. Allora spieghiamo da cosa dipende, e diamo i numeri.

Vale la pena inquadrare il contesto, perché la domanda arriva in un mercato che è cambiato. Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano, nel 2026 il valore degli acquisti online degli italiani cresce del 6% e supera i 66,6 miliardi di euro. Nello stesso periodo, però, le aziende italiane attive con un negozio online scendono a 87.000, il 4,4% in meno rispetto all’anno precedente: sono entrate quasi 22.000 nuove realtà, ma oltre 23.000 che nel 2025 vendevano online oggi non ci sono più.

Questi due numeri messi insieme dicono tutto quello che serve sapere prima di chiedere un preventivo. Il mercato cresce, e contemporaneamente ogni anno più di ventitremila negozi chiudono. Aprire e basta non funziona più.

Le tre domande che determinano il prezzo

Prima ancora di parlare di piattaforme e di cifre, noi facciamo sempre queste tre domande. Le risposte spostano il preventivo molto più di qualunque scelta grafica.

Quante referenze hai

Trenta prodotti e tremila prodotti sono due progetti diversi, e la differenza non sta nel tempo di inserimento. Con molte referenze cambia tutto il resto: servono filtri che funzionino davvero, una gestione delle varianti che regga, una struttura di categorie pensata per la ricerca, e quasi sempre un collegamento automatico con il gestionale, perché nessuno aggiorna a mano tremila schede ogni volta che cambia un prezzo o si esaurisce una taglia. Sopra una certa soglia il vero progetto diventa il flusso di dati, e il sito è la parte che si vede.

Che infrastruttura interna hai per gestirlo

Questa è la domanda che quasi nessuno fa e che decide se il progetto avrà successo. Hai qualcuno in azienda che scrive le schede prodotto, manda le newsletter, risponde alle richieste, carica le foto quando arriva la collezione nuova?

Se la risposta è sì, molte attività possono restare in casa e il preventivo si alleggerisce parecchio. Se la risposta è no, quelle attività vanno comunque fatte da qualcuno, e se nessuno le fa il negozio resta una vetrina spenta. Abbiamo visto progetti tecnicamente ottimi fallire per questo motivo, e progetti modesti funzionare bene perché in azienda c’era una persona che ci lavorava tutti i giorni. Per questo la domanda sull’infrastruttura viene prima di quella sul budget.

Quanto budget hai per promuoverlo

Un e-commerce senza traffico è un catalogo PDF con il carrello. Se tutto il budget disponibile finisce nella realizzazione e non resta niente per portare persone sul sito, il progetto parte già in perdita. Nella nostra esperienza è meglio un sito più semplice con un budget di promozione dietro, che un sito perfetto che non vede nessuno. Quando ci accorgiamo che il budget complessivo è tirato lo diciamo subito, e ridimensioniamo la parte di sviluppo per lasciare spazio a quella di campagne e contenuti.

La prima scelta: piattaforma in abbonamento o soluzione proprietaria

Dalle tre risposte discende la prima decisione vera, che è anche quella che sposta di più il preventivo.

La piattaforma in abbonamento, oggi tipicamente Shopify, permette di partire da un tema già pronto e di risolvere molte funzionalità comprando applicazioni esistenti invece di svilupparle. Costa meno in fase di realizzazione, ha tempi più brevi, e in cambio ti lega a un canone mensile e a una certa rigidità quando serve qualcosa di davvero fuori standard. Per un catalogo contenuto, con logiche di vendita lineari e voglia di partire in fretta, è quasi sempre la scelta giusta.

La soluzione proprietaria, nel nostro caso WooCommerce con sviluppo su misura, costa di più all’inizio perché quello che serve va costruito. In compenso non hai limiti su come funziona il negozio, resti proprietario di tutto, e puoi integrare il gestionale, i listini differenziati, le logiche B2B e qualunque automazione ti serva. Diventa la scelta obbligata quando il modo in cui vendi non entra negli schemi previsti da una piattaforma standard, oppure quando il catalogo è grande e va sincronizzato con i sistemi che già usi. Su questo terreno lavoriamo di automazione e integrazioni più che di vetrina.

Cosa comprende davvero un e-commerce fatto bene

Qui sta il malinteso più costoso di tutti. Quando un’azienda chiede quanto costa un e-commerce, in testa ha il sito. Quando noi facciamo un preventivo, dentro c’è il sito e c’è tutto il resto, perché senza il resto il sito non vende.

Il setup iniziale di un progetto serio comprende come minimo:

  • Email marketing collegato e funzionante, con le liste, il consenso raccolto correttamente e i primi flussi attivi. Per molti negozi l’email resta il canale che porta la quota più alta di fatturato, e attivarla dopo un anno significa aver buttato via un anno di contatti.
  • Automazioni post-acquisto: conferma d’ordine curata, richiesta di recensione, recupero del carrello abbandonato, riacquisto. Sono flussi che si impostano una volta e lavorano da soli.
  • Impostazione SEO di base: struttura degli URL, titoli, dati strutturati, sitemap, indicizzazione controllata. Farla dopo costa più che farla subito, perché nel frattempo Google ha già indicizzato l’impianto sbagliato.
  • Impostazione GEO, cioè rendere il negozio comprensibile e citabile dagli assistenti AI. Nel 2026 una parte crescente delle ricerche di prodotto passa da ChatGPT, Perplexity e dalle risposte generative di Google, e chi non è leggibile da quei sistemi semplicemente non compare. Ne parliamo in dettaglio nella pagina dedicata a SEO e GEO.
  • Popolamento iniziale del catalogo, almeno di una parte significativa, perché un negozio consegnato vuoto resta vuoto.

Alcune di queste voci contano più della realizzazione del sito. Un negozio medio con l’email marketing attivo e i flussi post-acquisto impostati batte quasi sempre un negozio bellissimo che non ha nulla di tutto questo.

I range di prezzo

Parliamo di progetti di fascia media, che è il mercato in cui lavoriamo. Il grande progetto enterprise ha logiche e cifre diverse e non rientra in questi numeri.

Da circa 2.500 euro per un e-commerce piccolo su piattaforma in abbonamento. Si risparmia perché si parte da un tema già esistente e perché diverse funzionalità si risolvono con applicazioni a pagamento invece che con sviluppo. Dentro ci sono comunque il setup dell’email marketing, i flussi essenziali, la base SEO e GEO e il caricamento iniziale dei prodotti.

Fino a circa 15.000 euro per una soluzione completamente su misura, con molte referenze, gestione articolata, integrazioni con i sistemi aziendali e automazioni costruite sul processo reale dell’azienda. È la fascia dei progetti in cui il lavoro grosso sta sotto la superficie, come nel caso di Leonetti Giocattoli, dove il tema vero era far parlare il gestionale con il negozio online su un catalogo di decine di migliaia di articoli.

In mezzo c’è tutto il resto, e la posizione dentro il range la determinano le tre domande dell’inizio. Se vuoi una stima tarata sul tuo caso puoi configurare un preventivo rispondendo a qualche domanda.

Cosa non è compreso

Diciamo sempre anche questo, perché un range senza perimetro serve a poco.

Le fotografie dei prodotti sono sempre escluse. Servono foto tue, dei tuoi prodotti reali, ed è una voce di costo a sé che va prevista.

Le schede tecniche sintetiche le fornisce l’azienda: dimensioni, peso, materiali, colori, tutto quello che il cliente deve sapere per comprare senza toccare il prodotto. Nessuno conosce i tuoi articoli meglio di te, e ricostruire queste informazioni dall’esterno costa tempo e produce errori.

Le traduzioni restano fuori dal prezzo base, anche se oggi con gli strumenti di traduzione assistita il sovrapprezzo per aggiungere una lingua è molto contenuto rispetto a qualche anno fa.

I costi ricorrenti, quelli di cui quasi nessuno parla

È la parte in cui le aziende vengono sorprese più spesso, perché il preventivo di realizzazione lo leggono tutti e la somma dei canoni mensili quasi nessuno.

Con una piattaforma in abbonamento metti in conto almeno il canone della piattaforma, che per il piano base parte intorno ai trenta euro al mese, con lo sconto previsto sulla fatturazione annuale. A questo si aggiunge un software di email marketing, dai venti euro al mese in su. E poi, quasi sempre, gli abbonamenti alle applicazioni che hai scelto proprio per risparmiare sullo sviluppo: recensioni, lista dei desideri, funzionalità di vendita aggiuntive. Sono voci che vanno dai venti ai cinquanta euro al mese ciascuna, e la somma cresce in fretta. È il rovescio della medaglia della scelta in abbonamento, e va messo nel conto fin dall’inizio.

Con una soluzione proprietaria il canone della piattaforma non esiste, resta il software di email marketing e si aggiunge l’hosting, che da noi parte da circa 100 euro all’anno più IVA per un progetto piccolo e sale in base alle risorse che il negozio richiede. Su questa strada i ricorrenti sono più bassi, ed è una delle ragioni per cui su orizzonti lunghi la differenza iniziale di prezzo si assottiglia.

I tempi

Un progetto piccolo, se riceviamo immagini e schede prodotto in tempi stretti, va online in circa tre settimane. Un progetto grande, con integrazioni e catalogo importante, arriva fino a tre mesi.

La variabile che sposta di più questi tempi non è lo sviluppo, sono i materiali. Il ritardo tipico non nasce dal codice, nasce dalle foto che arrivano a scaglioni e dalle schede prodotto che nessuno ha tempo di scrivere. Chi prepara i materiali prima di partire pubblica prima, sempre.

Perché non esistono agenzie economiche

Torniamo al numero dell’inizio, quello sui ventitremila negozi che ogni anno spariscono. Una parte di quelle chiusure nasce esattamente qui.

Su questi parametri non esistono agenzie care e agenzie convenienti che fanno la stessa cosa a prezzi diversi. Esistono agenzie che mettono nel preventivo tutto quello che serve, ed esistono agenzie poco professionali che si presentano come convenienti perché quel lavoro non lo prevedono. Ti consegnano un sito che chiamano finito, e finito non è: manca l’email marketing, mancano i flussi, manca l’impostazione per farsi trovare, mancano i prodotti. Il prezzo era più basso perché il perimetro era più stretto, e il conto arriva dopo, sotto forma di un negozio che non vende.

Il modo per riconoscerlo prima di firmare è semplice: guarda se nel preventivo compaiono le voci che abbiamo elencato sopra, e chiedi esplicitamente chi fa cosa dopo la pubblicazione. Se la risposta è vaga, il prezzo basso te lo stai pagando due volte.

Domande frequenti

Quanto costa un e-commerce piccolo?

Per un negozio con poche decine di referenze su piattaforma in abbonamento si parte da circa 2.500 euro, comprensivi di setup dell’email marketing, flussi post-acquisto essenziali, impostazione SEO e GEO di base e caricamento iniziale dei prodotti.

Meglio Shopify o WooCommerce?

Shopify conviene con cataloghi contenuti, logiche di vendita lineari e tempi stretti, in cambio di un canone mensile e di minore libertà sulle personalizzazioni profonde. WooCommerce con sviluppo su misura conviene quando il catalogo è ampio, servono integrazioni con il gestionale o logiche B2B, e quando si vuole restare proprietari di tutto.

Quali costi mensili devo prevedere dopo la pubblicazione?

Con una piattaforma in abbonamento: canone della piattaforma da circa 30 euro al mese, email marketing da circa 20 euro al mese, più gli abbonamenti alle applicazioni utilizzate, tipicamente tra 20 e 50 euro al mese ciascuna. Con una soluzione proprietaria: email marketing e hosting, che da noi parte da circa 100 euro all’anno più IVA.

In quanto tempo si realizza un e-commerce?

Circa tre settimane per un progetto piccolo con foto e schede prodotto già pronte, fino a tre mesi per un progetto ampio con integrazioni e catalogo esteso. La variabile che pesa di più è la disponibilità dei materiali.

Le fotografie dei prodotti sono comprese?

No, le fotografie sono sempre escluse, come le schede tecniche sintetiche dei prodotti, che vanno fornite dall’azienda. Le traduzioni restano fuori dal prezzo base con un sovrapprezzo oggi contenuto.

Da dove partire

Se stai valutando un e-commerce e non sai in quale fascia ricadi, la cosa utile da fare per prima è rispondere alle tre domande dell’inizio con onestà, soprattutto alla seconda. Noi partiamo sempre da lì, e se dalla risposta emerge che il progetto ha bisogno di essere ridimensionato o rimandato, lo diciamo prima di fare il preventivo.

Puoi vedere come lavoriamo sui progetti di sviluppo web ed e-commerce, oppure richiedere il check digitale gratuito e ricevere una fotografia della tua situazione con tre cose concrete su cui intervenire.

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In sintesi

  • Il prezzo dipende da tre risposte: quante referenze hai, che infrastruttura interna hai per gestirle, quanto budget hai per promuoverlo.
  • Range reale per la fascia media: da circa 2.500 euro per un negozio piccolo su piattaforma in abbonamento fino a circa 15.000 euro per una soluzione proprietaria con molte referenze e gestione articolata.
  • Il preventivo non riguarda soltanto il sito: comprende email marketing, automazioni post-acquisto, impostazione SEO e GEO, popolamento iniziale del catalogo.
  • Restano sempre esclusi fotografie di prodotto e schede tecniche sintetiche, che fornisce l’azienda.
  • Ai costi di realizzazione si aggiungono i ricorrenti: piattaforma da circa 30 euro al mese, email marketing da circa 20, app tra 20 e 50 ciascuna, oppure hosting da circa 100 euro all’anno più IVA sulla soluzione proprietaria.
  • Tempi: circa tre settimane per un progetto piccolo con materiali pronti, fino a tre mesi per un progetto grande.

Fonti

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