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La primula come simbolo di rinascita col vaccino: vi piace? [VIDEO]

La primula come simbolo di rinascita col vaccino: vi piace?

Domenica scorsa Domenico Arcuri e Stefano Boeri hanno presentato il piano di comunicazione per la campagna vaccinale contro il coronavirus. L’immagine intorno alla quale ruota l’intera campagna è quella di una primula, uno dei primi fiori a sbocciare in primavera, e per questo associato all’idea di rinascita. Il concetto, non tanto velato, è che l’Italia possa rinascere da uno degli anni più neri dal dopoguerra, proprio come il fiore rinasce dal terreno gelato dall’inverno.

La primula come simbolo di rinascita col vaccino: vi piace?

La primula sarà al centro di una campagna integrata, che prevedrà illustrazioni, loghi, e che verrà richiamata anche dalla forma stessa degli stand che verranno installati nelle piazze. Sarà all’interno di questi stand che gli italiani entreranno per vaccinarsi. Sarà senza dubbio, quindi, uno dei loghi più visti del 2021. L’idea è di Stefano Boeri, uno degli architetti più famosi d’Italia, e del suo Staff. L’archi-star ha fornito gratuitamente idee e modelli perché venissero impiegate nella campagna, e ne ha guadagnato per se stesso un gran ritorno d’immagine. Perché, diamogliene atto, la campagna è molto bella.

Lo spot: una campagna dai tratti romantici

Guardate questo spot che accompagnerà il lancio, ad esempio. Non lo trovate commovente? Matilde, la nostra illustratrice (cercatela qui nello staff) si è messa a piangere. Davvero. Ogni azienda ha lo staff che si merita. Idea promossa a pieni voti. Tutto ok, quindi? Ovviamente no.

C’è spazio anche per le polemiche

Non manca, infatti, qualche polemica. Che fine faranno questi capannoni, quando verranno dismessi dalle piazze? Perché dovremmo accollarci un costo per delle strutture tutto sommato inutili, quando potremmo rimettere in funzione reparti dismessi di ospedali e utilizzarli a tale scopo, con gli stessi soldi? Noi di Pixelleria comprendiamo queste polemiche, e di certo non amiamo gli sprechi “all’italiana”. Non possiamo però non sottolineare che una campagna di comunicazione efficace è tutt’altro che inutile. Soprattutto su un argomento così delicato, dove già fioriscono (scusate il gioco di parole!) dubbi, reticenze e perplessità. Riteniamo, quindi, che la spesa sia, almeno sulla carta, ben pensata. E ci auguriamo vivamente che per una volta le cose, anche da noi, vengano fatte bene!